16
Nov

Le morti anticipate

Pubblicato venerdì 16 Novembre 2007 alle 08:29 da Francesco

Nel corso degli anni mi sono lasciato alle spalle un novero consistente di persone e non ho mai riallacciato i rapporti con loro. Non concedo molto valore ai legami di sangue e non riconosco alcun diritto affettivo nei confronti di chi mi ha messo al mondo, ma nutro del bene per mia madre e non escludo che una parte di esso abbia radici edipiche. Preferisco i rapporti che partono da zero, prediligo le relazioni che fioriscono sopra un pianeta emotivo senza passato e nonostante io non abbia mai avuto nulla di simile continuo a ritenere che tutto il resto del campionario sociale sia piuttosto marginale. Non penso di conoscermi completamente, ma credo di sapere abbastanza di me per affermare che nel mio status di figlio l’amore per una mia compagna prevarrebbe di gran lunga su quello per mia madre e parimenti nello status di padre l’amore per la mia prole sarebbe nettamente minore rispetto a quello che proverei per la loro madre. I miei sentimenti hanno una matrice egoistica poiché sgorgano dal mio Ego e sono contento che non fuoriescano da qualche sorgente artificiale della mia interiorità, ma per adesso non mi resta che apprezzarne la bellezza cristallina mentre si snodano lungo il tempo alla ricerca di un estuario. Considero deceduta ogni persona con cui ho rotto i ponti e trovo che sia strano accettare la morte di qualcuno che è ancora vivo, ma questo è il mio modus operandi. Non accetto che la sterilità del passato occupi lo spazio delle fioriture presenti e future nonostante il mio autunno perduri da oltre vent’anni. Le foglie ingiallite hanno un fascino particolare.

Categorie: Parole |

31
Ott

La pacatezza plumbea del mattino

Pubblicato mercoledì 31 Ottobre 2007 alle 00:50 da Francesco

Le strade portano i segni della pioggia notturna. L’acqua accentua i colori delle terrazze e adorna le piante che posano per lei sopra i vasi di terracotta. Le nuvole raminghe puntano verso un altro continente e ignorano il malumore che provocano ad alcuni dei loro spettatori. Un traghetto spopolato attraversa un breve tratto di mare mentre qualche certezza gli passa accanto per dirigersi alla deriva. In queste giornate gli orizzonti appaiono particolarmente sfocati e sembra che nascondano qualche segreto mistico. Lo sguardo di una segretaria fugge oltre la finestra chiusa del suo ufficio e si perde nel promemoria degli impegni, ma la sua solerzia non impedisce alle sua dita di produrre acrobazie irregolari con una penna tappata. Gli uffici postali si riempiono lentamente e si preparano a esibire una scenografia paziente e quasi inerte. Una ragazzina scosta le parole dell’insegnante e riempie gli spazi bianchi dei libri con le prime scritture della sua intimità, nel frattempo suo padre attende docilmente il giorno del pensionamento anticipato. Un agricoltore accoglie con piacere le condizioni atmosferiche e spera che piova di nuovo mentre ignora lo splendore che lo circonda con la stessa innocenza di chi non pone mente alla sua libertà perché è sempre stato libero.

Categorie: Parole |