Che bello non avere figli: si tratta di un grande sollievo esistenzialistico e di un esonero da tante, troppe beghe. Negli ultimi tre lustri mi sono avventurato più volte nella psicologia del profondo e non vi ho mai trovato impliciti i presupposti dell’antinatalismo, tuttavia la prima offre a quest’ultimo dei validissimi punti. Mi fa ridere il concetto di lignaggio, magari non mi ci sbellico fino a piegarmi però non posso negare che mi diverta perché lo trovo insignificante rispetto ai ritmi del cosmo, manco ci fosse da mandare avanti la dinastia dei Ming o la casata Atreides.
Poi per carità, ogni neonato in prospettiva è un’unità di forza lavoro, può concorrere alla sostenibilità del welfare state e conferisce un senso apparente all’orizzonte della morte, ma esistono altri egoismi oltre a quello della specie, per esempio il mio che non vuole essergli subalterno! Sono approdato allo scritto di Winnicott su impulso di una decana della psicoanalisi, perciò ho raccolto il suo suggerimento, iniziativa piuttosto rara da parte mia. Di Gioco e realtà mi sono rimasti due prospettive in particolare, ossia l’idea dell’oggetto transizionale e il modus operandi che tende a ritardare l’interpretazione nel setting affinché essa non precluda certi possibili sviluppi nel paziente.
Con un segno di comando ristabilisco un punto d'equilibrio. Non v'è in me prossimità alcuna:…
Non amo i visi lunghi nel duplice significato dell'espressione e anche a quest'ultima mi riferisco…
Mi avvalgo della facoltà di respirare, ma secondo i crismi del pranayama. Non ho le…
Preferisco un sano pragmatismo alla maggior parte di convinzioni ideologiche, dunque non è per l'astratto…
Muovo verso le idi di marzo senza una ragione valida per chiamarle tali. Certi miei…
Ci sono dei giorni in cui l'abbraccio di una principessa mi farebbe proprio comodo, o…