Non m’imbarazzo con me stesso quando penso alle cosiddette vibrazioni negative, ma ammetto che proverei una certa perplessità se a cotale espressione ricorresse qualcun altro. Invero mi riferisco a tutte quelle influenze nocive e fuorvianti che, al di là di come un individuo decida di battezzarle, hanno un innegabile potere manipolatorio, perciò i loro effetti sono più reali di quanto le loro nomenclature risultino risibili.
Per difendermi da questi agenti esterni mantengo attiva l’introspezione giacché da essa deriva la mia capacità di percepire il mondo e le sue istanze, in un grado di adesione alla realtà fattuale che sia più o meno apprezzabile. In queste stesse righe posso notare come i costrutti e le scelte delle parole siano indice di un ricercato distacco dall’argomento, come se la cosa non mi concernesse affatto; è un tratto divertente, la cui sottolineatura mette in luce la mia autoironia mentre il riconoscimento di quest’ultima accarezza il mio ego in una sorta di perversa ed efficace gratificazione introspettiva; quanto sono bravo perché riesco a ridere di me: bravo bravissimo eh? Peccato che ciò non mi dispensi da ulteriori indagini e dal mantenimento di un’opportuna attenzione sui miei processi interiori, però può fornirmi la convincente illusione di prescindere da tutto ciò.
L’imperfetto specchiarsi del Sé negli schemi mentali rassomiglia alle scatole cinesi e talvolta, a mio parere, non conta molto il bandolo della matassa quanto la sua indefessa ricerca, al di là degli esiti finali i quali, per altro, finali non sono mai. La produzione dei pensieri avviene su una catena di montaggio che muta all’uopo e talvolta i difetti di fabbricazione sono tali solo dal punto di vista di quanto fabbricato, ma a un livello maggiore d’astrazione quel giudizio di valore decade e ne subentra un altro il cui accesso, probabilmente, è precluso del tutto o in parte alle facoltà ordinare giacché implica un certo superamento delle stesse.
Con un segno di comando ristabilisco un punto d'equilibrio. Non v'è in me prossimità alcuna:…
Non amo i visi lunghi nel duplice significato dell'espressione e anche a quest'ultima mi riferisco…
Mi avvalgo della facoltà di respirare, ma secondo i crismi del pranayama. Non ho le…
Preferisco un sano pragmatismo alla maggior parte di convinzioni ideologiche, dunque non è per l'astratto…
Muovo verso le idi di marzo senza una ragione valida per chiamarle tali. Certi miei…
Ci sono dei giorni in cui l'abbraccio di una principessa mi farebbe proprio comodo, o…