Stanotte ho vissuto un sogno molto intenso. Mi ritrovo in una stanza simile alla mia, ma sono ospite di una famiglia meridionale. Vicino a me siede una ragazza dai capelli corvini che identifico subito con una vecchia conoscenza: oltre a noi due vi sono anche sua sorella e suo fratello.
La ragazza è ostile nei miei confronti, insofferente, e assume comportamenti bizzarri, come se fosse posseduta. D’un tratto parlo di questa situazione a sua sorella e poi a suo fratello che invece si dimostrano pacati e ragionevoli, mentre lei nel frattempo si fa sempre più aggressiva.
A un certo punto il sogno cambia e si susseguono delle immagini che mostrano la ragazza nel pieno di vari amplessi, ma in quelle scene pornografiche percepisco la stessa forma di disprezzo nei miei confronti che già avevo avvertito all’inizio. Alla fine la sequenza lasciva cessa e io mi ritrovo all’esterno, ma non riesco a capire se sia sera o se siano imminenti le prime luci del giorno: questo è l’ultimo particolare che ricordo.
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La spiegazione di questo sogno può essere ricondotta ancora una volta a quelle istanze che respingo dalla vita vigile, ma di cui quella inconscia non può sbarazzarsi. Si tratta della perpetua mancanza nella mia esistenza di relazioni sentimentali e di una profonda reciprocità con un altro essere umano, perciò ciclicamente tale condizione riaffiora nottetempo per chiedere udienza.
Questo movimento onirico mi ricorda quelli sistolici e diastolici, paragone che si presta anche a una metafora melensa, perciò non ci trovo niente di preoccupante. È normale amministrazione, il consueto via vai di pulsioni naturali e razionalità.
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