Qualche volta tento di reclutare delle parole infallibili per esprimere nella mia lingua madre certi pensieri, però la resa di uno scritto non si annida sempre nel linguaggio forbito né tanto meno nelle frasi ad effetto. La citazione è una pratica degradante, perlomeno ogniqualvolta diventi un’abitudine insalubre e usurpi senza ritegno il ruolo che invece dovrebbero ricoprire a turno le proprie ideazioni, tuttavia in taluni casi credo che occorra riconoscere ad altri la capacità d’aver formulato dei concetti in un modo talmente efficace da negare la possibilità nonché l’esigenza di ulteriori perfezionamenti. L’immagine sottostante e le parole che l’accompagnano esprimono ciò su cui talvolta provo a porre l’accento, perciò me ne avvalgo e allo stesso tempo mi rendo conto che qualsiasi rielaborazione da parte mia ne indebolirebbe la portata.
Con un segno di comando ristabilisco un punto d'equilibrio. Non v'è in me prossimità alcuna:…
Non amo i visi lunghi nel duplice significato dell'espressione e anche a quest'ultima mi riferisco…
Mi avvalgo della facoltà di respirare, ma secondo i crismi del pranayama. Non ho le…
Preferisco un sano pragmatismo alla maggior parte di convinzioni ideologiche, dunque non è per l'astratto…
Muovo verso le idi di marzo senza una ragione valida per chiamarle tali. Certi miei…
Ci sono dei giorni in cui l'abbraccio di una principessa mi farebbe proprio comodo, o…