Ogni anno il giorno di san Valentino viene deriso e vituperato con impropri d’ogni genere, ma io trovo che sia una ricorrenza simpatica e allo stesso tempo non nego le implicazioni commerciali che puntualmente porta con sé. Se avessi mai avuto una ragazza non credo che le avrei regalato cioccolatini o cuscini cuoriformi, però le avrei impacchettato qualche presente ironico per evitare un atteggiamento troppo mieloso e stucchevole. Immagino che io per festeggiare questo giorno dovrei immergere la mano sinistra in un barattolo di Nutella e spararmi una sega, ma oggi non ho proprio intenzione d’imbrattarmi le dita. Questa festa scanzonata concede a molte persone celibi e nubili di rivangare l’amarezza e il risentimento per il loro stato civile, ma non riesco ad accodarmi neanche a costoro e tutt’al più mi fanno sorridere in modo genuino gli atteggiamenti da bambini capricciosi che scaturiscono dalla frustrazione sentimentale. Ho trascorso la domenica a correre e scrivere, ma ho anche sistemato un po’ la casa e ho centrifugato le mie magliette nere. Da un paio d’anni a questa parte mi sono rivelato all’altezza di una massaia e la gestione delle faccende domestiche ne ha tratto beneficio. Ho creato una nuova playlist per le mie sessioni di running e l’appunterò qua sopra nei prossimi giorni per dare uno spunto a tutti coloro che cercano continuamente un po’ di musica con cui agevolare i propri sforzi fisici. Ultimamente ho visto qualche film che mi è piaciuto e ne ho rivisto qualcheduno altrettanto piacevole che mi accompagnava nottetempo quando ancora avevo l’età per infrangere il divieto di visione ai minori. Ogni sera ho una sfida con i fornelli per riuscire a cucinare qualcosa che non risulti freddo dentro e bruciato fuori. Tutto sommato non mi lamento dei pasti che mi preparo, anche se ogni tanto vorrei cimentarmi in qualcosa di più complesso. Mi manca il cibo giapponese e mi rendo conto come sia bizzarro questo fatto per un italiano, ma non ho mai mangiato qualcosa di più appagante del nikuman e mio malgrado non sono ancora capace di farne uno: a Tokyo mi bastavano centocinque yen per deliziarmi palato.
Con un segno di comando ristabilisco un punto d'equilibrio. Non v'è in me prossimità alcuna:…
Non amo i visi lunghi nel duplice significato dell'espressione e anche a quest'ultima mi riferisco…
Mi avvalgo della facoltà di respirare, ma secondo i crismi del pranayama. Non ho le…
Preferisco un sano pragmatismo alla maggior parte di convinzioni ideologiche, dunque non è per l'astratto…
Muovo verso le idi di marzo senza una ragione valida per chiamarle tali. Certi miei…
Ci sono dei giorni in cui l'abbraccio di una principessa mi farebbe proprio comodo, o…