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Sunday bloody sunday

Gli uomini di potere spesso cambiano faccia e tre giorni fa, alla luce di questo camaleontismo, il presidente del consiglio si è congedato da un comizio con una maschera di sangue benché il carnevale sia ancora lontano. In me non vi è astio per i governanti né per i loro contestatori, tuttavia non cessano mai di sollazzarmi le reazioni degli italiani. Spinti dalla noia e dal desiderio di partecipare alla vita del paese, alcuni dei miei connazionali assumono posizioni innocue e lanciano strali sgrammaticati che non raggiungono neanche i loro compagni di gioco. L’ignoranza è un ottimo collante sociale e mi diletta la sua abilità nel muovere i fili delle menti deboli. I problemi personali di Massimo Tartaglia probabilmente hanno dato a quest’ultimo il coraggio che manca a molti terroristi della domenica, ma non riscontro grandi differenza tra la sua precarietà psichica e quella di alcune persone che rientrano nei canoni approssimativi della cosiddetta “normalità”. Fino a trent’anni fa, più o meno, la politica era ancora il riverbero del piombo e gli attentati non prevedevano la valorizzazione dei monumenti storici. Non ho mai adoperato la mia tessera elettorale e persino alle scuole medie mi astenevo dal voto per scegliere il capoclasse, tuttavia mi è piaciuta la forma delle dichiarazioni di Antonio Di Pietro in merito all’aggressione che ha coinvolto Silvio Berlusconi. Il leader dell’Italia dei Valori è un politico che riesce a suscitare le mie simpatie e trovo che abbia sfruttato molto bene la sua carriera precedente, tuttavia mi duole non potergli dare il mio voto a causa della sua alleanza con le macchiette degli altri partiti. L’Italia non è una nazione, bensì una grande provincia e talvolta non sembra meritevole del suo passato glorioso a cui tra l’altro mostra noncuranza. Ogni luogo su questo pianeta ha i suoi pregi e i suoi difetti. Mi tengo stretto la mia cittadinanza italiana dato che molti stranieri venderebbero le loro madri per averla e ignoro qualunque forma di stupidità collettiva dato che sono in grado di fare l’idiota da solo.

Francesco

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