Mi chiedo se Giuliano Ferrara si interessi alla legge 194 per difendere la sua gravidanza cronica dalle soluzioni abortiste del suo dietologo. A parte qualche voce fuori dal coro mi pare che molti politici siano disposti a modificare la legge in questione e il loro spirito di aggregazione mi ricorda quello di un branco di ragazzi che sia in procinto di compire uno stupro. Se fossi malizioso penserei che buona parte della politica italiana voglia ingraziarsi il Vaticano per fare leva su una certa fetta dell’elettorato, ma dato che preferisco la realtà alla malizia mi limito a dare questo fatto per scontato. Trovo che una discussione sulla legge 194 sia un ottimo modo per innestare la retromarcia culturale in una nazione altamente retrograda come l’Italia, un paese in cui le ingerenze cattoliche sono considerate legittime sulla base di una visione distorta del diritto di partecipazione alla vita politica. Nel corpo umano talvolta insorgono delle patologie gravissime e le conseguenze sono simili a quelle che può generare un teodem in un organismo di governo. La discussione provocatoria, inutile e propagandistica sull’interruzione di gravidanza ricorda ai vivi che l’unica certezza è la morte e credo che non sia una buona idea complicare l’iter a quelle madri che vogliono donarla alle loro gravidanze indesiderate. Forse un giorno l’aborto sarà equiparato all’infanticidio, ma quest’ultimo godrà sempre di maggiore spettacolarità rispetto al primo e probabilmente sarà più tollerato per la sua capacità di saturare i palinsesti televisivi. Non sono un attivista e cerco di intingere le mie parole nel curaro soltanto per appuntare su queste pagine qualche frammento di satira malriuscita.
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