Le ore di luce diminuiscono, le temperature si acquietano e il proprio fiato accarezza le mani. Qualcuno approfitta del clima per congelare i suoi ricordi e qualcun altro seppellisce ogni sua memoria sotto grandi lastre di ghiaccio. I venti gelidi trasportano silenzi distorti e spazzano via le ceneri dei fuochi fatui. Il freddo avvolge la carne e il motore extracorporeo che la anima. Le menti sublimi emigrano assieme agli stormi delle loro riflessioni alate. Le caldaie borbottano in completa solitudine, i camini lavorano il legno con abnegazione incendiaria e le stufe bruciano tutto ciò che riescono a inghiottire. Le cappe aiutano i fumi nell’ultimo passo verso l’alto e nella stessa direzione si volgono gli sguardi di chi inclina il collo per cercare una figura divina in mezzo alle nubi novembrine. Il tempo non si arresta mai a differenza del cuore malato di un uomo anziano. Le catene da neve si abbinano perfettamente con la palla al piede che lega a terra i sognatori desti. La bellezza di un letargo umano è racchiusa negli abbracci di un’unione sottocoperta mentre tutto il resto orbita velocemente tra giorni febbricitanti e attese temperate. I corpi indossano indumenti pesanti per nascondere le zavorre interiori dei loro proprietari. Le lampade sostituiscono le sfumature estive e proiettano ombre avvilite sopra il pallore delle mura domestiche.
Con un segno di comando ristabilisco un punto d'equilibrio. Non v'è in me prossimità alcuna:…
Non amo i visi lunghi nel duplice significato dell'espressione e anche a quest'ultima mi riferisco…
Mi avvalgo della facoltà di respirare, ma secondo i crismi del pranayama. Non ho le…
Preferisco un sano pragmatismo alla maggior parte di convinzioni ideologiche, dunque non è per l'astratto…
Muovo verso le idi di marzo senza una ragione valida per chiamarle tali. Certi miei…
Ci sono dei giorni in cui l'abbraccio di una principessa mi farebbe proprio comodo, o…