Categories: IntimitàParole

La trappola della tranquillità apparente

Trovo che sia inquietante il modo in cui il microcosmo di un individuo possa stravolgere la percezione di ciò che lo circonda. Un osservatore esterno può notare quanto siano radicate le convinzioni di un suo simile e può constatare quanto tali convinzioni siano in grado di ridurre pericolosamente la realtà a un elemento accessorio. Le idee talvolta si inerpicano più di quanto dovrebbero per coprire i vuoti lasciati dalle mancanze emotive e creano una vegetazione così fitta attraverso cui la percezione di ogni accadimento riesce a filtrare solo parzialmente. Ritengo che sia inquietante l’attenzione morbosa che taluni riservano agli interessi che sono in grado di deviare il loro pensiero dalla contemplazione delle mancanze affettive. Oltre a questo atteggiamento di difesa penso che si possa scorgere un comportamento antitetico e credo che quest’ultimo mi riguardi. Qualcuno tenta di nascondere le reali condizioni della sua esistenza e qualcun altro, come me, insiste tenacemente sull’analisi e la descrizione della propria vita alla luce del sole. Trovo che entrambi i casi non portino risultati soddisfacenti, ma credo che il secondo presenti qualche spiraglio in più del primo a patto che non si atrofizzi con la speculazione intellettuale della propria condizione. Presumo che questo processo si possa realizzare solo attraverso un’autocritica e un’analisi di sé tanto ferree quanto sincere e ritengo che solo il diretto interessato possa esserne artefice; escludo a priori la validità di qualsiasi intervento esterno e lo connoto come un semplice atto di vanità di qualche aspirante samaritano. Suppongo che la modificazione degli attributi della propria vita possa avvenire solo empiricamente e immagino che la riflessione sia in grado unicamente di affinare gli strumenti con i quali agire concretamente su se stessi. Nel cambiamento d’essere credo che il tempismo giochi un ruolo fondamentale: ogni mossa a tempo debito.

Francesco

Recent Posts

Nel risveglio e nel sonno (o viceversa)

Con un segno di comando ristabilisco un punto d'equilibrio. Non v'è in me prossimità alcuna:…

1 settimana ago

Remoti luoghi, pensieri prossimi

Non amo i visi lunghi nel duplice significato dell'espressione e anche a quest'ultima mi riferisco…

1 settimana ago

Gli anomali giorni del quieto vivere

Mi avvalgo della facoltà di respirare, ma secondo i crismi del pranayama. Non ho le…

2 settimane ago

Armatevi e partite

Preferisco un sano pragmatismo alla maggior parte di convinzioni ideologiche, dunque non è per l'astratto…

3 settimane ago

Nulla di cui dolersi

Muovo verso le idi di marzo senza una ragione valida per chiamarle tali. Certi miei…

1 mese ago

Né affetto né affettati

Ci sono dei giorni in cui l'abbraccio di una principessa mi farebbe proprio comodo, o…

1 mese ago