Sono incredibili le sensazioni che si possono provare su due ruote. Mi piace affrontare le salite con la mia bicicletta per conquistare il diritto a una discesa lunga e veloce. Quando mi proietto verso il livello del mare avverto gli effetti dell’adrenalina e cerco di non toccare il freno il più a lungo possibile. Mi eccita il pericolo di cadere e restare riverso sul cemento. Mi esalta il rumore isterico delle ruote e la precarietà della mia incolumità. Ogni volta che metto a repentaglio me stesso mi sento vivo e affermo il mio ruolo di essere vivente. A volte sconfino in un’incoscienza di stampo adolescenziale per nutrire il mio tempo e la mia autostima. Per adesso uno dei pochi modi che ho a disposizione per trarre soddisfazione dalla vita è mettermi alla prova fisicamente. In passato qualche volta ho peccato di arroganza e ho rischiato di farmi male, ma non sono mai rovinato al suolo né ho riportato conseguenze degne di nota. Cerco di non fare mai nulla che vada al di là delle mie possibilità e con il tempo ho imparato a calibrare il livello di difficoltà delle mie sfide estemporanee. Ovviamente ciò che per me può essere una prova di forza e coraggio per qualcun altro può essere normale amministrazione, ma per me si tratta sempre di una competizione contro me stesso e contro le mie paure. Il mio Ego si droga con l’epinefrina.
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