Ieri mattina sono andato a Grosseto in treno e anche questa volta ho portato con me la mia bicicletta. Ho pedalato lungo la Scansanese fino a Istia. Ho visto Casalecci, Stiacciole e sono rimasto un po’ perplesso di fronte alle loro brutture cementificate, ma fortunatamente il paesaggio ondulato della Maremma ha consolato le mie retine. Dopo un’ora ho fatto ritorno a Grosseto e ho percorso tutta la pista ciclabile che porta fino a Marina di Grosseto. Ho affaticato parecchio le gambe e dato che indossavo una maglietta a maniche corte mi sono beccato più di una ventata, ma almeno sono stato in compagnia di qualche piccola intemperia. Ogni volta che vado a Grosseto i cessi della stazione sono una tappa obbligatoria per il mio apparato urinario, ma sono sempre pieni di merda, piscio, carta igienica bagnata e qualche volta ho intravisto anche delle macchie di sangue. La pulizia nei cessi di una stazione di provincia è una contraddizione in termini e sono felice che anche Grosseto non contraddica il celebre lerciume del sistema ferroviario italiano. Mi fa sorridere la foga con cui la città sostiene la sua squadra di calcio e per la gioia naif della gente spero che i cosiddetti “grifoni” riescano ad andare in serie B. È stata una mattinata piacevole e l’ho trascorsa con me stesso su strade che ormai mi sono familiari. Sono felice che il mio fisico e la mia psiche riescano a reggere le mie esplosioni di irrazionalità.
Con un segno di comando ristabilisco un punto d'equilibrio. Non v'è in me prossimità alcuna:…
Non amo i visi lunghi nel duplice significato dell'espressione e anche a quest'ultima mi riferisco…
Mi avvalgo della facoltà di respirare, ma secondo i crismi del pranayama. Non ho le…
Preferisco un sano pragmatismo alla maggior parte di convinzioni ideologiche, dunque non è per l'astratto…
Muovo verso le idi di marzo senza una ragione valida per chiamarle tali. Certi miei…
Ci sono dei giorni in cui l'abbraccio di una principessa mi farebbe proprio comodo, o…