Quando ero piccolo entravo spesso nelle case diroccate, quei luoghi un tempo abitati esercitavano una forte attrazione sulla mia fantasia infantile; mi piaceva immaginare i volti delle persone che avevano vissuto nei posti che visitavo di nascosto. Tavolini polverosi, intonaco sul pavimento, cornici rotte, libri illeggibili, forchette arrugginite e crepe pericolose. Su alcuni siti web è possibile guardare del materiale fotografico che riguarda luoghi domestici e lavorativi completamente abbandonati. Ho una visione un po’ contraddittoria della fatiscenza: essa per me è un ricordo malinconico che non provoca tristezza. Forse un giorno la mia casa sarà sommersa dalle acque, oppure diventerà la meta occasionale della curiosità di ragazzini che devono ancora nascere. Credo che non basti un bulldozer o una carica di esplosivo per annientare il contenuto mnemonico di una costruzione eretta per uso abitativo. Vorrei mettere una mano sulla parete della mia stanza, chiudere gli occhi e osservare tutte le persone che si sono avvicendate nel tempo all’interno della mia casa. http://www.urbanized.us è un sito web minimalista che mi ha colpito molto grazie alla sua raccolta fotografica di abbandono architettonico. Anche http://www.urbexforum.com offre molte immagini dello stesso tipo.
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