11
Feb

Introspezione sabbatica

Pubblicato sabato 11 Febbraio 2006 alle 21:53 da Francesco

Oggi è sabato, il giorno sabbatico. È una sera apatica dominata da una stanchezza ingiustificata. La luce del monitor mi sta torturando; la stanza è buia. Mia madre è uscita a consolidare relazioni sociali e forse a copulare come una ventenne. I miei ultimi mille giorni sono stati tutti uguali, quasi indistinguibili; poche eccezioni. Mi auguro che i miei ultimi tre anni siano un dazio apatico da pagare per accedere ad una nuova strada. La mia percezione del tempo è diventata inaffidabile, non riesco più a rendermi conto di tutti i giorni identici che trascorro nel dolce far niente. Tra qualche minuto andrò a dormire con la speranza di una fervente attività onirica. Non mi importa fare un sogno dolce o un incubo terribile, desidero solo visionare le immagini proiettate dal mio inconscio, qualunque esse siano. Mi sembra che non vada nulla, che tutto sia fermo, ma non è un problema per me. Lascio che tutto scorra. Saluto la mia parte cosciente e inizio il percorso verso la fase REM del mio sonno: au revoir Francesco.

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10
Feb

Monologo a due

Pubblicato venerdì 10 Febbraio 2006 alle 22:05 da Francesco
Un impegno concreto: evitare di prendersi sul serio.
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10
Feb

Passi nel buio

Pubblicato venerdì 10 Febbraio 2006 alle 21:16 da Francesco

Alcune notti esco da solo per le strade di Orbetello e ripercorro tutte le traiettorie della mia infanzia. Le mie notti deambulanti hanno il sapore nostalgico degli anni pubescenti e il gusto noir dovuto al passaggio della volante dei carabinieri di turno e delle auto dei metronotte. Ho girato in notturna per le strade di Parigi, di Milano, di Firenze e di Roma, e tengo vivo il ricordo della sensazione di pericolo e di libertà concessa dalle tenebre urbane. Dopo tanta piacevole oscurità credo che sia giunta l’ora di farmi sfregiare dalle prime luci di nuovi accadimenti. Non devo temere di aspettare inutilmente perché non credo che esista un’attesa vana. Aspetto senza aspettarmi niente e in questo modo riesco a godere delle ventiquattrore quotidiane.

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9
Feb

Vita natural durante

Pubblicato giovedì 9 Febbraio 2006 alle 19:51 da Francesco

Credo che per evitare la deep depressione occorra avere sempre delle prospettive: io ne ho. Penso che delle volte sia necessario lasciarsi alle spalle degli eventi e delle persone senza dare importanza al loro abbandono. Per me queste prime righe di testo sono banali, ma vere. Mi piace l’idea di fare una muta interiore, mi esalta cambiare la pelle della mia emotività e attendere l’occasione per gettare le fondamenta di un’eterna simbiosi. Le occasioni fallite, gli eventi più o meno tragici e le delusioni formano diesel con cui alimento il lento abitacolo della sofferenza che guida verso il gaudio. Mi piace lo stoicismo, a patto che non si trasformi in mero masochismo. Devo tenere la mente aperta e cercare di allargarla ancora di più, devo ricordare le nozioni imparate alla scuola serale di isolamento e devo mantenere il mio corpo sano ed efficiente: è un processo indispensabile che non si deve arrestare per nessun motivo. Lunga vita a chi persiste; è una resistenza che si oppone alla Gestapo della routine, e l’obiettivo non è vincere, ma essere felici.

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8
Feb

Autocritica nell’autoscatto

Pubblicato mercoledì 8 Febbraio 2006 alle 18:42 da Francesco
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7
Feb

Labbra contundenti

Pubblicato martedì 7 Febbraio 2006 alle 17:37 da Francesco

Mi chiedo che sapore abbia un bacio, io non ne ho mai dato uno. Alcune volte ho tentato di baciarmi la mano per simulare un bacio con una ragazza; cinque secondi dopo ho incominciato a preoccuparmi per la mia sanità mentale. Per fortuna la masturbazione riesce a compensare la mia mancanza di affettività. Se la mia prima relazione sarà con una prostituta, la pagherò per apprendere l’arte del bacio. Alcune persone rimangono perplesse quando racconto loro che non ho mai avuto né esperienze affettive né sessuali nonostante i miei ventun’anni. Se tra diciannove anni sarò ancora estraneo ai sapori dell’eros potrò rivedermi nel protagonista di “Quarant’anni, vergine“. La natura non mi ha donato grandi dimensioni falliche, ma per fortuna mi ha concesso l’autoironia.

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6
Feb

La corruzione della realtà

Pubblicato lunedì 6 Febbraio 2006 alle 15:00 da Francesco

Mi sto rendendo conto degli effetti dei transfert. In psicologia i transfert sono definiti come pulsioni positive e negative proiettate su persone diverse da quelle legate originariamente a tali pulsioni. Oggi sono in grado di decifrare alcune vicende che per me sono rimaste enigmatiche per molto tempo. Alcune volte certe persone subiscono conseguenze negative a causa di eventi a cui sono estranee e la loro unica colpa è quella di essere il bersaglio adatto per le deboli proiezioni di menti disturbate. Capita di concedere parole d’amore a un surrogato di una precedente idealizzazione, così come accade di ledere moralmente personalità innocenti per la voglia di riscatto da un accadimento infelice. Credo che occorra allenare la mente e tenere a bada il proprio orgoglio. Voglio che le mie azioni in relazione agli altri siano dettate dalla meritocrazia e non dalla comodità tipica dell’impulsività.

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5
Feb

Breve analisi pomeridiana

Pubblicato domenica 5 Febbraio 2006 alle 15:33 da Francesco

Ogni tanto rileggo queste pagine e rido di me stesso per le troppe frasi ampollose, altre volte invece riesco a scorgere qualcosa di gradevole tra questi scritti. Sono un segaiolo ventunenne che scrive per ingannare il tempo.

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5
Feb

Sessanta secondi

Pubblicato domenica 5 Febbraio 2006 alle 13:42 da Francesco

Oggi non mi limito a scrivere, infatti aggiungo la lettura al solito testo scritto.

Un minuto.mp3

“Non mi sento parte di questa epoca, non mi sento parte della mia generazione. Vivo come in ascesi nel mezzo del nulla e ogni tanto mi trovo a deambulare tra corpi diafani dai quali traspare la luce della voglia di prevaricare. Ci sono gerarchie invisibili delle quali non mi preoccupo. Vedo conflitti interiori tra le smorfie dei visi e le paresi delle maschere. Il mio volto non è coperto da nessun elemento estraneo e i tratti del mio viso mi rappresentano senza censura. Mi piace stare faccia a faccia e fino ad oggi non sono mai stato faccia al muro. Conosco tradimenti e menzogne di poveri diavoli e troie involontarie, discorsi privi di senso e grandi rincorse per ottenere improbabili giustificazioni. Ho ascoltato finti vittimisti, ho letto e udito intime confessioni ritrattate di fronte al giudice del rispetto. Ho avuto sempre a che fare con pregiudicati incensurati pieni di pregiudizi: sia uomini che donne. Ne ho le palle piene ma non mi lamento, lancio semplicemente un monito e un apprezzamento silenzioso a coloro che ancora non sono scesi a patti con se stessi per vivere secondo macabri schemi di fandonie”.

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4
Feb

Reminiscenze di prima mattina

Pubblicato sabato 4 Febbraio 2006 alle 08:03 da Francesco

Quando andavo alle superiori saltavo frequentemente le lezioni. Di solito, quando non mi trovavo tra i banchi di scuola, passavo la mattina a Grosseto, camminavo per ore senza meta e spesso senza proferire parola con nessuno. Altre volte mi accompagnavo a bizzarri personaggi di provincia, nullafacenti cronici e schiavi della nicotina, con i quali parlavo anche per ore con la consapevolezza di non riuscire a comunicare. Mi piaceva stare lontano dall’ottusità imperante dell’aula scolastica; mi sentivo libero e appagato. Dopo il diploma mi sono iscritto all’università per evitare la leva militare, infatti l’ateneo grossetano mi ha visto solo due volte tra le sue mura. Voglio fare un passo indietro e gettare qualche altra parola sulle mattine in cui ero assente da scuola. Ricordo l’odore di caffè mai bevuto, le nubi di fumo passivo che scacciavo via con la mano, le luci psichedeliche dei coin up che chiedevano una moneta da cinquecento lire, i discorsi sconclusionati di persone che non conoscevo, le facce butterate e semplici di persone che iniziavo a conoscere, le piccole confessioni spontanee, l’olezzo di adolescenti mie coetanee che vedevo sempre troppo distanti dal mio pianeta: è una tela dipinta con stilemi e rappresenta l’apatia prolungata di un ex pubescente.

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